A quasi una settimana dalla finalissima di New York, non si arrestano gli strascichi di questi Mondiali 2026. A far festa nel pomeriggio dello scorso 19 luglio è stata la Spagna che, grazie al gol di Ferran Torres a inizio secondo tempo supplementare, ha alzato al cielo degli Stati Uniti la seconda Coppa del Mondo della sua storia. Un successo netto e meritato al termine di una rassegna iridata ai limiti della perfezione, nella quale ha subito un solo gol e espresso un gioco proprio più di una squadra di club che di una Nazionale. Al netto di tutto, non si placano le polemiche, anzi con il passare dei giorni si alimentano in maniera costante. Negli ultimi giorni sono infatti emerse due petizioni che vedono protagonista l'Argentina di Lionel Messi.

 

Petizione Argentina Out: cos'è e di cosa tratta

 

Il celebre "terzo tempo" che caratterizza da sempre lo sport in ogni sua declinazione, questa volta si sta giocando in rete. I tifosi si mobilitano sul web. È infatti stata lanciata, a competizione in corso, una petizione volta a chiedere alla Federcalcio mondiale di escludere l'Argentina dalle prossime edizioni dei campionati del mondo. Al centro della contestazione ci sono i presunti favori arbitrali alla Nazionale Albiceleste durante la rassegna iridata nordamericana, in particolare quelli degli ottavi contro l'Egitto: nei minuti conclusivi della partita, Salah aveva chiesto un calcio di rigore, poi negato dal direttore di gara, subito prima di subire il gol del 3-2 firmato da Enzo Fernandez.

 

La petizione ha raccolto numeri da record: oltre 23 milioni di persone in tutto il mondo hanno lasciato la propria firma. Un numero di adesioni che ha spinto la richiesta a un passo dal Guinness World Records, a pochissima distanza dalla petizione che ha infranto ogni record di adesioni, quella del "movimento Jubilee 2000" lanciato nel 1997 e che chiedeva la cancellazione dei debiti inesigibili dei Paesi più poveri del pianeta entro la fine dell'anno 2000.

 

La contropetizione dell'Argentina: cosa succede

 

La Nazionale vice campione del mondo non è rimasta a guardare, con il popolo argentino che ha risposto lanciando a sua volta una petizione. L'iniziativa chiede una revisione della partita, sostenendo che alcune decisioni arbitrali abbiano inciso sull'esito della finale, con la petizione che ha raccolto già quasi 100.000 firme. La raccolta è stata lanciata per contestare la direzione di gara dell'arbitro sloveno Slavko Vinčić, accusato di aver preso decisioni che avrebbero influenzato e indirizzato il risultato della finale disputata domenica.

 

L'obiettivo dichiarato è chiaro: convincere la FIFA a rivalutare l'incontro e il comportamento dell'intera squadra arbitrale, valutando anche di rigiocare la partita. Tuttavia, nella petizione lanciata non sono state presentate delle prove concrete di errori arbitrali tali da giustificare un eventuale annullamento della finale o la sua ripetizione. Al di là del grande numero di firme raccolte in pochi giorni, infatti, la petizione non ha alcun valore legale o sportivo. 

 

Petizioni Argentina: la risposta di Milei

 

L'Argentina è finita nell'occhio del ciclone non solo per le accuse di favoritismi del web, ma anche per quanto accaduto al termine della partita, con l'opinione pubblica che ha accusato di poca sportiva i sudamericani. A difendere Messi e compagni, oltre che tutto il Paese, ci ha pensato direttamente il presidente argentino Javier Milei. Sui propri canali social, Milei ha infatti respinto le accuse sostenendo che le critiche siano frutto dell'invidia verso l'Argentina. "Il problema dell'Argentina è che siamo attraenti, non passiamo inosservati, la gente è invidiosa di noi e siamo bravi in quasi tutto", ha scritto il presidente argentino. Milei ha inoltre accompagnato il messaggio con un'immagine che lo ritrae mentre apre la camicia mostrando la maglia della nazionale Albiceleste.