World Cup 2026
Underdog Mondiali 2026: tutte le nazionali che possono sorprendere
I Mondiali di calcio 2026 saranno i primi della storia con 48 nazionali partecipanti. Un cambiamento epocale che renderà il torneo ancora più aperto e imprevedibile.
Il nuovo format, distribuito tra Stati Uniti, Canada e Messico, offrirà infatti maggiori possibilità alle squadre emergenti di superare la fase a gironi e sognare un percorso storico. Accanto alle grandi favorite come Argentina, Francia, Spagna e Brasile, ci sarà quindi spazio anche per diverse nazionali “Underdog”, pronte a sorprendere.
Le grandi protagoniste subito dietro le favorite
Non partono come principali candidate al titolo, ma restano squadre con grande tradizione e qualità:
- Germania
I quattro volte campioni del mondo, guidati da Julian Nagelsmann, puntano sulla tradizione e su una nuova generazione di talento. - Inghilterra
La nazionale di Thomas Tuchel vuole interrompere un digiuno mondiale che dura da sessant’anni. Dopo le finali perse agli Europei, gli inglesi cercano il salto definitivo. - Portogallo
I lusitani si affidano ancora alla leadership e alla fame di vittorie di Cristiano Ronaldo. - Olanda
La squadra di Ronald Koeman proverà a lasciarsi alle spalle l’etichetta di eterna incompiuta del calcio europeo.
Le principali outsider del Mondiale 2026
- Marocco
Tra le nazionali più attese c’è sicuramente il Marocco, reduce dalla storica semifinale raggiunta ai Mondiali 2022 in Qatar. I “Leoni dell’Atlante” possono contare su solidità difensiva, velocità nelle ripartenze, grande qualità offensiva. Molti osservatori li considerano la vera mina vagante del torneo.
- Giappone
Il Giappone è ormai una presenza stabile tra le migliori nazionali asiatiche. I punti di forza dei nipponici sono l’organizzazione tattica, l’intensità e la rapidità nelle transizioni. Molti calciatori del Sol Levante sono inoltre arricchiti dall’esperienza nei principali campionati europei.
- Norvegia
La Norvegia potrebbe essere una delle sorprese più interessanti del torneo grazie a una generazione di enorme talento guidata da Erling Haaland e Martin Ødegaard. Dopo anni di assenza, il ritorno al Mondiale potrebbe trasformarsi in una cavalcata inattesa.
- Colombia
Anche la Colombia resta una nazionale da seguire con attenzione. La squadra sudamericana può contare su qualità tecnica, aggressività, velocità offensiva e giocatori capaci di decidere una partita con una giocata individuale.
Mondiali 2026: le possibili sorprese del nuovo format
L’allargamento del torneo potrebbe favorire exploit inattesi da parte di nazionali considerate di seconda fascia.
Tra le squadre emergenti più interessanti potrebbero nascondersi delle vere underdog. In particolare le nazionali meno conosciute:
- Uzbekistan;
- Giordania;
- Capo Verde.
Cui si accostano nazionali con maggiore esperienza internazionale:
- Croazia;
- Uruguay;
- Irlanda del Nord.
Per molte di queste selezioni già la qualificazione rappresenta un risultato storico, ma il nuovo format potrebbe aprire scenari sorprendenti.
Belgio e Svizzera: due osservate speciali
- Belgio
Il Belgio arriva al Mondiale dopo la fine della sua “generazione d’oro”. Il ricambio generazionale potrebbe però ridurre la pressione, rendere la squadra più libera mentalmente e favorire un percorso oltre le aspettative.
- Svizzera
Grande attenzione anche sulla Svizzera, inserita in un girone accessibile con Canada, Bosnia e Qatar. Gli svizzeri hanno già dimostrato agli Europei 2024 di poter essere una mina vagante, eliminando l’Italia campione d’Europa.
Mondiali 2026 e il fattore campo: attenzione ai paesi ospitanti
Come spesso accade nei grandi tornei, anche le nazionali ospitanti potrebbero beneficiare del fattore ambientale. Da seguire quindi:
- Stati Uniti;
- Canada;
- Messico.
Pur non essendo considerate favorite per il titolo, potrebbero sfruttare il sostegno del pubblico, la conoscenza degli stadi e il migliore adattamento alle condizioni climatiche.
Bosnia: l’ultima possibile favola
Ultima menzione per la Bosnia, capace di qualificarsi ai Mondiali a discapito dell’Italia. La nazionale balcanica non sembra attrezzata per arrivare fino in fondo, ma la voglia di chiudere in grande stile una carriera straordinaria potrebbe spingere Edin Dzeko a tentare un’ultima impresa memorabile.
In conclusione: non ci saranno gli azzurri, ma ai Campionati del mondo 2026 ci saranno diverse nazionali da seguire con curiosità, e chissà che un mondiale così lungo non ci riservi anche qualche sor