Fuori Campo
Nazionale, Pirlo in pole come nuovo CT? Ecco come giocherebbe la sua Italia
Sono giorni caldi a Coverciano, e non solo dal punto di vista meramente climatico. Dopo la nomina di Giovanni Malagò come Presidente Federale e quella di Paolo Maldini come nuovo direttore tecnico azzurro, affiancato dalla figura di Leonardo, tiene banco in casa Italia la questione legata al nuovo commissario tecnico. Il nuovo corso sta muovendo passi ogni giorno, ma a stretto giro servirà definire il nome di chi andrà a raccogliere l'eredità di Gattuso e di Silvio Baldini.
E tra sogni e opzioni più concrete, il nome in pole position rimane quello di Andrea Pirlo, sponsorizzato nella federazione proprio dall'amico Paolo Maldini. La Lega di Serie A, tuttavia, si interroga sul nome dell'ex centrocampista del Milan come nuovo commissario tecnico azzurro. Non è un mistero che, dopo aver spinto per Malagò, i club di Serie A hanno in Antonio Conte l'uomo ideale per succedere sulla panchina della Nazionale. Ma se sarà davvero Pirlo la scelta finale, come potrebbe giocare la sua Italia?
Italia, Pirlo nuovo CT? Come potrebbe giocare la sua Nazionale
Andiamo allora a immaginare come potrebbe scendere in campo la nuova Italia targata Andrea Pirlo. "Propositiva, di possesso e di attacco, con 11 giocatori attivi in fase offensiva e difensiva, manipolando spazi e tempi" scriveva il centrocampista campione del Mondo 2006 nella sua tesina presentata a Coverciano per l'abilitazione da allenatore. E per quanto riguarda il modulo? Per Pirlo il fattore più importante non è lo schema, ma come i giocatori vanno ad occupare gli spazi.
Non c'è dunque un modulo fisso o caro all'ex Milan: infatti il modulo più usato in carriera è stato il 4-3-3 alternato dal 4-1-4-1 che di fatto è soltanto una sua variazione. Sia alla Juventus prima che alla Sampdoria poi, quando serviva più solidità difensiva, ha scelto di mettersi in campo con un 3-5-2. E proprio per quanto riguarda la difesa, Pirlo preferisce alternare sulla fascia un terzino di spinta e uno di contenimento che, di fatto, si trasforma all'occorrenza anche in un braccetto di una linea difensiva a 3.
Sostanzialmente, quella del "Maestro" è una difesa a 3 mascherata da linea a 4 con il terzino di spinta che si alza molto nel momento in cui c'è il possesso palla. Nell'idea di calcio cara a Pirlo c'è la volontà di sfruttare molto gli esterni alti dotati di una grande capacità di attaccare l'uomo anche nell'uno contro uno. Se non ha a disposizione questi tipo di giocatori, l'ex tecnico della Juventus allarga gli esterni bassi e utilizza uno o più trequartisti alle spalle di un'unica punta.
Pirlo in pole per la panchina azzurra: come può ripartire l'Italia
E proprio il roster di giocatori a disposizione dell'Italia costringerà Pirlo a fare delle scelte importanti proprio per quanto riguarda la fase difensiva. Tra i problemi riscontrati sia da Gattuso che da Spalletti c'è infatti l'abbondanza di difensori mancini.
Calafiori, Bastoni e Dimarco devono giocarsi due posti in tre, con l'unica alternativa possibile che porterebbe Dimarco a essere schierato come esterno alto. E in fase offensiva? Aspettando la possibile esplosione di Liberali, fresco di annuncio come nuovo giocatore del Como, Koleosho, Inacio e gli altri altri talenti azzurri, se la giocheranno proprio Dimarco, oltre che: Zaniolo, Daniel Maldini, Politano, Raspadori, e anche Federico Chiesa, che con Pirlo ha un ottimo rapporto fin dai tempi della Juventus e che potrebbe tornare.
Pirlo si troverà ad affrontare abbondanza anche per quanto riguarda il ruolo di attaccante centrale. Moise Kean e Pio Esposito sono da considerare i due punti fermi della nuova Nazionale, ma torneranno Scamacca e Retegui oltre al jolly Raspadori, in attesa della crescita dei vari Camarda o Ekhator.