Josè Mourinho torna al Real Madrid. Manca solamente l'ufficialità, ma secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, i 'Blancos' hanno già definito ogni termine dell'accordo che li legherà per le prossime stagioni allo Special One dopo la precedente esperienza dal 2010 al 2013. Il presidente del club spagnolo, Florentino Perez, e l'entourage dell'allenatore portoghese hanno raggiunto un'intesa totale dal punto di vista verbale e, una volta conclusa la Liga - il Real ospiterà l'Athletic Bilbao nell'ultima giornata - si procederà alla firma dei contratti. Ma quali sono i dettagli del contratto che Mourinho si appresta a firmare? Scopriamolo insieme nel nostro approfondimento sulla nuova clamorosa notizia di mercato. 

 

Mourinho-Real Madrid, i dettagli del contratto: cifre e durata

 

Mourinho dovrebbe firmare col Real per le prossime due stagioni, dunque fino al 30 giugno 2028. Volerà alla volta di Madrid subito dopo l'ultimo impegno stagionale delle Merengues, guidate da Alvaro Arbeloa dallo scorso 13 gennaio, quando arrivò l'esonero di Xabi Alonso. Quest'ultimo, proprio nella giornata di ieri, è stato ufficializzato come prossimo allenatore del Chelsea dal 1° luglio. I Blancos chiuderanno questo campionato al secondo posto, alle spalle del Barcellona campione di Spagna, e senza aver ottenuto alcun titolo nel corso della stagione. 

 

Mourinho e l'addio al Benfica: dietro c'era già il Real

 

Mourinho, insomma, è stato indicato in prima persona da Florentino Perez come scelta prioritaria per provare a dare una svolta a un ambiente ricco di divisioni e comportamenti sopra le righe all'interno dello spogliatoio - la presunta rissa tra Tchouameni e Valverde è solamente l'ultimo episodio. Il portoghese ha dunque concluso la sua esperienza alla guida del Benfica. Club che la scorsa settimana aveva atto arrivare all'agente Jorge Mendes una nuova proposta di rinnovo di contratto, respista dopo aver dato piena aperta ai Blancos. 

 

Salutato il Fenerbahce dopo l'eliminazione dalla Champions League proprio per mano della società portoghese, l'ex allenatore anche di Porto, Chelsea, Inter, Manchester United, Tottenham e Roma ha chiuso il campionato portoghese da imbattuto in terza posizione. Dietro Porto e Sporting, compromettendo in questo modo la chance di qualificarsi alla prossima Champions League 2025/26.

 

Mourinho, com'era andata la precedente esperienza al Real?

 

A Madrid, città in cui arriva dopo aver vinto il Triplete con l'Inter, trova Cristiano Ronaldo, Sergio Ramos, Casillas, Xabi Alonso, Benzema, Özil. Trova soprattutto il Barcellona di Messi, Xavi, Iniesta e Guardiola. Il Real lo prende per quello: rompere il dominio blaugrana. Mourinho vince una Coppa del Re nel 2011, poi la Liga 2011-12 con 100 punti e 121 gol segnati. Una squadra verticale, aggressiva, cattiva, costruita per andare in porta con pochi tocchi. Il Real torna campione di Spagna.

 

Ma Madrid gli presenta il conto. Tre semifinali di Champions, nessuna finale. Rapporti sempre più tesi nello spogliatoio, soprattutto con Casillas. Polemiche infinite con il Barça, con gli arbitri, con la stampa, con l’ambiente. Mourinho al Real vince, ma non pacifica. Lascia un club più forte e più nervoso. Lascia senz'altro il segno, non lascia pace. 

 

Dopo il Real inizia la seconda parte di carriera. Quella meno mitologica: torna al Chelsea e rivince la Premier. Poi al Manchester United, alzando al cielo numerosi trofei. Però anche lì il clima si consuma con uno spogliatoio e un club che fatica a capire cosa vuole essere dopo Ferguson

 

Il ritorno di Mourinho in Spagna: ma il suo calcio può (ancora) essere vincente?

 

Ora 'Mou' è pronto a rientrare a Madrid da uomo di 63 anni, con oltre venti trofei in bacheca, due Champions League, campionati vinti in Portogallo, Inghilterra, Italia e Spagna, ma anche con una domanda addosso: il calcio di Mourinho può ancora vincere nel 2026? E soprattutto, un allenatore che ha lasciato il segno (ma non la pace) in tutti i club che ha guidato, potrà riportare serenità in uno degli spogliatoi più complessi d'Europa?