Fuori Campo
Juventus, le scelte di Spalletti: perché gioca Perin e non Di Gregorio?
In casa Juventus il tema del portiere è diventato uno degli argomenti più discussi delle ultime settimane. La scelta di schierare Perin al posto di Di Gregorio ha acceso il dibattito tra tifosi, addetti ai lavori e anche tra i fantallenatori, sempre attenti alle gerarchie tra i pali.
Sono cambiate le priorità? C’è stata una promozione silenziosa nelle rotazioni? Le domande si rincorrono, anche alla luce delle ultime decisioni di Luciano Spalletti, che hanno contribuito ad alimentare dubbi e interpretazioni. In un momento delicato della stagione, ogni scelta pesa e quella del portiere non fa eccezione.
Perché gioca Perin e non Di Gregorio alla Juventus?
La scelta di puntare su Mattia Perin nasce prima di tutto da una valutazione tecnica di Luciano Spalletti. Il portiere è partito titolare nella sfida tra Roma e Juventus, chiusa sul 3-3 il 1° marzo 2026, e nel precedente turno di Champions League contro il Galatasaray. Un segnale chiaro, che va oltre la semplice rotazione.
Alla base c’è il momento complicato di Michele Di Gregorio, protagonista di qualche errore di troppo nel corso della stagione. L’ultima prova opaca, contro il Como, ha confermato un periodo di appannamento psicofisico che ha spinto il tecnico a intervenire. In questi casi la gestione mentale conta quanto quella tecnica.
Perin, dal canto suo, ha risposto con affidabilità e continuità. A marzo 2026 è già a quota otto presenze stagionali, con un livello di rendimento che ha convinto l’allenatore a dargli spazio. Esperienza, conoscenza dell’ambiente e prontezza quando chiamato in causa sono elementi che hanno pesato nella decisione.
C’è poi un aspetto legato alla gestione del gruppo. Spalletti vuole tenere alta la competizione interna e non fissare gerarchie rigide, soprattutto in una fase delicata dell’annata. La titolarità recente di Perin, però, non ha spento le discussioni. La prestazione contro la Roma, con tre gol subiti e qualche critica di troppo, ha riaperto il confronto. Il ballottaggio resta aperto e le prossime partite diranno molto sulle scelte definitive per la porta bianconera.
Il futuro della Juventus: chi sarà il portiere bianconero?
Guardando oltre le ultime scelte, il futuro della porta della Juventus sembra avere un nome preciso: Michele Di Gregorio. L’ex Monza è legato ai bianconeri da un contratto fino al 30 giugno 2029, segnale chiaro di un investimento pensato per durare. L’operazione dell’estate 2024 è stata strutturata come un prestito oneroso con obbligo di riscatto, per una cifra complessiva tra i 18 e i 20 milioni di euro tra parte fissa e bonus. Una scelta tecnica ed economica che racconta quanto il club creda nel suo profilo.
Diversa la situazione di Mattia Perin, il cui contratto scadrà nel 2027. Se non dovesse arrivare una cessione già a giugno 2026, il rischio concreto è quello di perderlo a parametro zero alla fine dell’accordo. Anche questo aspetto pesa nelle valutazioni della società, chiamata a pianificare con attenzione.
In prospettiva, quindi, Di Gregorio resta il progetto principale, salvo cambiamenti legati al mercato. Nelle ultime settimane si sono rincorse voci su possibili interessamenti per Guglielmo Vicario o Carnesecchi, due portieri di alto livello ma con costi importanti. Al momento sono suggestioni, mentre la linea tracciata dalla Juventus porta ancora verso Di Gregorio come punto fermo per gli anni a venire.