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Capo Verde e il tifo per la Fiorentina: storia dell'amore per la Viola dei capoverdiani
Tra bandiere azzurre, cori e storie incredibili come quella di Vozinha, sugli spalti delle partite di Capo Verde c'è un dettaglio che non passa inosservato: moltissimi tifosi indossano la maglia della Fiorentina. Un'immagine che sorprende soprattutto chi non conosce la storia di questo legame così particolare. Eppure dietro quei colori c'è un passato fatto di incontri, amicizie e un rapporto che continua ancora oggi. Scopriamo perché la Viola è diventata, in qualche modo, anche la squadra del cuore di tanti capoverdiani.
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Fiorentina e Capo Verde: una storia che nasce dal passato
Per capire perché tanti tifosi di Capo Verde indossino la maglia della Fiorentina bisogna fare un salto indietro nel tempo, agli anni d'oro della Serie A. In quel periodo il campionato italiano era seguito in tutto il mondo e rappresentava il punto di riferimento per milioni di appassionati. Ancora oggi, in molti paesi, quel calcio continua a esercitare un fascino speciale.
Basta pensare al Giappone, dove la popolarità del calcio è cresciuta anche grazie alle imprese di calciatori giapponesi che hanno giocato in Italia, come Hidetoshi Nakata con le maglie di Perugia, Roma e Parma. Le partite della Serie A entravano nelle case degli spettatori e contribuivano a costruire un immaginario che andava ben oltre i confini italiani. Anche campioni come Roberto Baggio sono diventati icone culturali, tanto da essere citati in manga o anime sportivi famosi come Capitan Tsubasa, conosciuto in Italia come Holly e Benji.
Lo stesso fenomeno si verificò anche a Capo Verde. Nell'estate del 1997 un gruppo di studenti dell'isola di Santo Antão rimase affascinato dalle giocate e dai gol di Gabriel Omar Batistuta, uno degli attaccanti più amati di quel periodo. Ma anche il talento e l'eleganza di Rui Costa conquistarono i giovani appassionati dell'arcipelago. L'amore per quei campioni e per la maglia viola che indossavano fu così forte da spingerli a fondare una squadra locale.
Quando arrivò il momento di scegliere nome e colori sociali, la decisione fu naturale: rendere omaggio al club toscano. Nacque così il Grupo Desportivo Recreativo e Cultural Fiorentina, meglio conosciuto come Fiorentina di Porto Novo. In un certo senso, è una storia molto simile a quella del soprannome "xeneizes" per il Boca Juniors: è l'Italia che entra nel calcio degli altri paesi attraverso la sua diffusione tra persone o media.
Da quel momento il viola è diventato un simbolo profondamente legato al calcio capoverdiano. Generazione dopo generazione, la passione per la Fiorentina è rimasta viva, fino ad arrivare ai giorni nostri. Ecco perché durante i Mondiali 2026, ogni volta che scende in campo la nazionale di Capo Verde, sugli spalti compaiono spesso maglie viola di ogni epoca, da quelle storiche degli anni Novanta fino ai modelli più recenti.
Non solo GDRC Fiorentina: l'altra squadra "Viola" di Capo Verde
Curiosamente, la Fiorentina non è rappresentata da una sola squadra nel paese. Gli appassionati locali possono infatti identificarsi in due diverse realtà calcistiche. La prima è il GDRC Fiorentina, con sede a Porto Novo, sull'isola di Santo Antão, affiliato alla federazione locale dal 2007. La seconda è la Fiorentina Calabaceira, società con sede a Praia, la capitale di Capo Verde situata sull'isola di Santiago. Due club diversi, uniti dagli stessi colori e da una passione nata grazie a Batistuta, Rui Costa e alla magia della Serie A delle Sette Sorelle che incatavano durante gli anni Novanta.
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