World Cup 2026
Mondiali 2026, scoppia il caso Balogun: perché la FIFA ha sospeso la squalifica?
Lunedì a Seattle gli Stati Uniti affronteranno il Belgio negli ottavi di finale dei Mondiali 2026. A quella partita non avrebbe dovuto prender parte l'attaccante Folarin Balogun, espulso contro la Bosnia. Ma la squalifica subita è stata sospesa dalla Fifa. Nessun rumors, è tutto vero, ed è una notizia che ha fatto scoppiare immediatamente fragorose polemiche: "In conformità con l'articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA, l'esecuzione della squalifica è sospesa per un periodo di prova di un anno". Il presidente americano Trump ha commentano la decisione: "Era un'ingiustizia, rimediata un'ingiustizia". Scopriamo allora tutto quel che c'è da sapere su quello che è diventato un vero e proprio caso: perché la FIFA ha deciso di sospendere la squalifica di Balogun?
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Squalifica con la condizionale: il precedente di Cristiano Ronaldo
Si tratta, materialmente, di una squalifica con la condizionale. Come accaduto a Cristiano Ronaldo per la gomitata a O'Shea durante la partita Irlanda-Portogallo delle Qualificazioni. CR7 avrebbe dovuto scontare tre giornate di squalifica, ma due turni di stop erano stati sospesi. Il regolamento che aveva graziato Ronaldo specifica: "Se chi beneficia di una sanzione sospesa commette un'altra infrazione di natura e gravità simili durante il periodo di prova la sospensione sarà revocata dall'organo giudiziario e la sanzione sarà applicata senza pregiudizio per eventuali sanzioni aggiuntive imposte per la nuova infrazione". C'è da dire, però, che le situazioni sono un po' diverse: in questo caso, Balogun non sconterà alcun turno di squalifica, mentre per Cristiano Ronaldo, la pena (tre giornate di stop) era stata perlomeno ridotta.
Caso Mondiali-Balogun, ora la Francia chiede lo stesso trattamento
E ora anche la Francia sembra intenzionata a chiudere lo stesso trattamento per Michael Olise, ovvero un provvedimento per "ripulirlo" del cartellino giallo incassato col Paraguay. Il retroscena è stato svelato da L'Equipe. Se infatti la sospensione della squalifica di Balogun è dovuta alle analisi delle immagini che mostrano l'involontarietà del suo pestone, a maggior ragione - spiega la Francia - il discorso deve valere per Olise, che è stato ammonito per un confronto con Matias Galarza in cui praticamente non lo tocca ed è il paraguaiano a esagerare, se non provocare lui stesso, il contatto.
Il giallo dato a Olise potrebbe infatti pesare parecchio, visto che lo manda in diffida e in caso di nuova ammonizione nei quarti contro il Marocco, il calciatore del Bayern Monaco salterebbe l'eventuale semifinale per squalifica per cumulo di ammonizioni.
Squalifica Balogun: le reazioni dal mondo
Il clamoroso provvedimento della FIFA non è andato giù, inevitabilmente, al CT dei Diavoli Rossi, Rudi Garcia, che ha sfoderato un pizzico di sarcasmo per commentare la vicenda: "Non sapevo che per la FIFA il 5 luglio fosse il primo d'aprile. È il pesce d'aprile - dice il tecnico -. Voglio fare riferimento anche al comunicato della federazione, lì c'è scritto tutto. La federazione non difende solo se stessa, ma anche il calcio in generale, l'integrità e l'etica. Credo sia la prima volta nella storia che viene presa una decisione del genere".
Poi, di fronte all'insistenza sul tema da parte dei cronisti: "Ma va bene così, io mi concentro sulla partita. Ciò che conta è la mia squadra. Con o senza Balogun, questo non cambia il modo in cui affronteremo l'incontro. Voglio concentrarmi sull'aspetto sportivo. Parliamo di quello adesso, per favore".
A Radio Anch'io lo Sport, anche il neo presidente della Figc, Giovanni Malagò, si è soffermato a lungo sul caso Balogun: “Mi è sembrata veramente un'assurdità, sono andato anche a guardare questo articolo 27 che consente o consentirebbe alla Fifa e solo alla Fifa, per cui non è replicabile nei vari campionati nazionali e dico meno male perché sarebbe veramente l'Armageddon. È inutile che ce la raccontiamo, questa scelta ha un evidente sapore politico, lo ha scritto anche il New York Times. Questo oggettivamente è un precedente pericolosissimo, un precedente politico pericolosissimo. Spero se ne rendano conto anche perché io sono un fautore di questo Mondiale con gli stadi pieni a prescindere dall'entertainment e del business, qui c'è il calcio che sta trionfando. Però quando vedi una decisione così si perde la meritocrazia che è la base del calcio".
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