Giorgio Chiellini è stato uno dei protagonisti in assoluto di Euro 2020: il difensore della Juventus ha brillato, annullando Lukaku del Belgio e l’inglese Kane, ed è stato protagonista dei calci di rigore. Ha stretto un legame unico con Locatelli, prima consolandolo dopo l’errore contro la Spagna, poi esultando con lui sia per la vittoria in semifinale sia per l’errore decisivo di Saka, che ha regalato il successo finale agli azzurri.

 

Tra festeggiamenti, la visita al Quirinale, il bus scoperto per le strade di Roma e sorrisi, la truppa azzurra si godrà ora una meritata vacanza. Nel frattempo, continuano a fioccare retroscena e curiosità sugli ultimi istanti della finale tra Italia ed Inghilterra (oltre ai meme, ovviamente). Uno su tutti: cosa ha gridato Chiellini – sempre a fianco di Locatelli, da rigorosa scaramanzia – prima del rigore di Saka? Ecco, qualcosa che ha a che fare proprio con la scaramanzia.

 

Cosa ha gridato Chiellini a Saka?

C’è chi ha pensato stesse parlando con i compagni, chi optava per frasi sconnesse dovute alla tensione, o qualche parola troncata dalla parata di Donnarumma che ha sancito la vittoria azzurra. Nulla di tutto questo, come ha ammesso candidamente lo stesso Chiellini. Il labiale, d’altra parte, non mente: il video su uefa.com era piuttosto chiaro. Il difensore della Juventus grida una strana parola: “Kiricocho”. Cosa significa? Ha molto a che vedere proprio con la scaramanzia, che nel calcio gioca un ruolo importante. E proprio al mondo del calcio è legata la leggenda di queste poche sillabe porta-sfortuna.

 

Kiricocho, raccontano, sarebbe stato il soprannome di un tifoso dell’Estudiantes, con una peculiare caratteristica che lo aveva reso piuttosto famoso: ogni volta, con lui presente sugli spalti, la sua squadra perdeva. Le voci corrono, e arrivano all’orecchio dell’allora allenatore del club, Carlos Bilardo, maniaco delle scaramanzie (e vincitore della coppa del Mondo dell’86). Ebbene, il mister decide di mandarlo a seguire le partite delle rivali. E l’Estudiantes, nel 1982, vince il titolo.

 

La parola porta-sfortuna di Chiellini

In Sud America questa parola porta-sfortuna è piuttosto nota: è stata usata in una pubblicità, ed è entrata nel lessico comune. Di base il significato è neutro: può essere un augurio di buona sorte o l’esatto opposto in Sudamerica. In Europa alcune tifoserie e alcuni giocatori hanno cominciato ad usarlo per attirare la malasorte sugli avversari. Chiellini potrebbe averlo imparato dall’argentino Dybala, suo compagno di squadra, che lo urlò a Vidal in una partita di nazionale, proprio in occasione di un rigore. L’ex Juve il rigore lo ha buttato dentro, ma il suo Cile quella partita alla fine la perde.

 

Nel 2018 è Griezmann a raccontare che, in allenamento, qualcuno gli ha gridato proprio Kiricochopare senza alcun effetto: ha anche segnato più di un gol. Al contrario, l’ex nazionale spagnolo Capdevila è piuttosto convinto che con lui abbia funzionato: l’avrebbe pronunciata durante la finale dei Mondiali del 2010 in Sudafrica, per aiutare il portiere e suo compagno di squadra, Iker Casillas. E in quella finale, Casillas realizza. la parata più importante della sua carriera, per sua stessa ammissione su Twitter, sull’olandese Robben: “In quel momento ho provato a visualizzare ciò che poteva fare. Lo conoscevo già dal Real Madrid ed ero consapevole delle sue capacità. Quindi volevo lasciarlo sul lato sinistro, per vedere se stesse cercando di aggirarmi, tuttavia ha deciso di tirare rapidamente e sono riuscito a difenderlo con il piede destro”.

 

La partita era ancora sullo 0-0, e Capdevila avrebbe gridato Kiricocho qualche istante prima della super parata di Iker Casillas. Ha imparato quella parola dal secondo del tecnico Pellegrini, un tal Ruben Casillas, che la pronuncerebbe ogni volta contro le squadre avversarie.