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Videogiochi da collezione: quali sono i più costosi?

Il mercato del collezionismo videoludico sta vivendo una trasformazione radicale, passando da semplice hobby per appassionati a vero e proprio segmento d’investimento di alto livello. Recentemente, la prima asta istituzionale europea dedicata ai videogiochi, organizzata da The Games Market in collaborazione con Galleria Allegrini e Meeting Art a Vercelli, ha segnato un punto di svolta. L’evento, denominato “Pop Culture #1 – Video Games”, si è concluso con un successo clamoroso: 69.500€ di aggiudicazioni lorde, quasi il doppio rispetto alla stima iniziale di 35.000€, con il 100% dei lotti venduti.

Questo risultato conferma una domanda concreta e strutturata anche nel vecchio continente, coinvolgendo bidder provenienti da quattro diversi paesi europei. Il dato più interessante riguarda la natura dei partecipanti: l’85% è composto da collezionisti d’arte e professionisti, mentre il restante 15% vede l’ingresso di investitori che considerano il videogioco un asset alternativo, seguendo un trend già consolidato negli Stati Uniti.

I titoli più costosi: Monkey Island e le icone LucasArts

L’asta ha evidenziato come i titoli storici degli anni ’90, specialmente se in condizioni perfette, raggiungano cifre da capogiro. Tra i lotti più contesi spiccano le avventure grafiche della LucasArts, che si confermano le “opere d’arte” più ricercate dai collezionisti:

  • Monkey Island 2: si è aggiudicato il primato come pezzo più costoso, venduto alla cifra record di 8.900€.
  • Indiana Jones and the Fate of Atlantis: un altro classico intramontabile, battuto per 5.900€.
  • Console PlayStation (SCPH 9002-C): una dimostrazione di come anche l’hardware possa rivalutarsi enormemente; venduta a 2.000€, circa tredici volte il suo prezzo originale del 1998.
  • Golden Sun e Golden Sun: L’Era Perduta: entrambi i titoli per Game Boy Advance hanno superato la soglia dei 1.700€.

Il potere del “Grading”: perché la certificazione conta

Ma cosa stabilisce se un videogioco vale poche decine di euro o migliaia? La risposta risiede nel grading, ovvero il processo di certificazione professionale delle condizioni dell’oggetto. Attraverso analisi tecniche, scansioni interne e verifiche dei componenti, viene assegnato un punteggio che rende il bene comparabile sul mercato, proprio come accade per i quadri o le monete antiche.

I dati dell’asta di Vercelli parlano chiaro: il 78% dei lotti era certificato con il sistema TGM e questi hanno generato ben l’87% del valore totale delle vendite. La differenza di prezzo è netta: i lotti certificati TGM hanno raggiunto una media di 1.241€, contro i soli 655€ dei titoli certificati con sistemi americani. Questo dimostra che il collezionista europeo premia la trasparenza e la severità delle analisi tecniche locali, consolidando il videogioco come un bene da collezione di fascia alta e aprendo la strada a una strutturazione sempre più professionale del mercato in Europa.

Paolo Carta

Paolo collabora da anni con diversi magazine online e riviste cartacee del settore automotive. Appassionato di cinema, viaggi e di sport, non disdegna critiche e giudizi avversi alle serie tv. Nato nel 1978 nella provincia capitolina, è romano ma non romanista.

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