Sanremo palco

Sanremo, i look più memorabili nella storia del Festival

Il Festival di Sanremo non è solo la kermesse canora più importante d’Italia, ma rappresenta una vera e propria sfilata di costume che ha segnato la storia della musica e della moda italiana. Se le canzoni restano il cuore pulsante, gli outfit sono l’elemento visivo indispensabile per costruire l’immagine di un brano e di un artista. Nel corso dei decenni, il palco dell’Ariston è stato testimone di trasformismi audaci, eleganza senza tempo e provocazioni che hanno scosso l’opinione pubblica.

Le icone che hanno sfidato le convenzioni

Fin dalle prime edizioni, alcuni artisti hanno utilizzato l’abito come strumento di rottura. Nel 1961, un giovanissimo Adriano Celentano si presentò in completo nero e papillon slacciato, scandalizzando il pubblico non solo per il look scapigliato, ma soprattutto per la provocazione di cantare “24mila baci” dando le spalle alla platea. Nello stesso anno, Mina incantò con un abito di chiffon bianco a corolla, punteggiato da bolle blu in omaggio al suo brano “Le mille bolle blu”.

Il trasformismo ha trovato la sua massima espressione in artiste come Anna Oxa, capace di passare dal look androgino del 1978 a quello sensuale con cappuccio del 1986, fino al celebre “perizoma a vista” del 1999 firmato Tom Ford per Gucci, che divenne un immediato trend-setter. Un altro momento indelebile risale al 1986, quando Loredana Bertè salì sul palco con un finto pancione sotto un abito creato da Gianni Versace per rivendicare la forza delle donne in gravidanza. Anche Patty Pravo nel 1984 scelse Versace, sfilando con un futuristico abito in oroton ispirato ai quadri di Klimt.

Il sodalizio tra grandi stilisti e nuove generazioni

Il legame tra musica e alta moda si è consolidato attraverso collaborazioni storiche. Mia Martini, ad esempio, strinse un rapporto profondo con Giorgio Armani, che curò i suoi look dal 1989. Tra i suoi outfit più celebri si ricorda l’abito a grandi pois con guanti neri indossato per “Almeno tu nell’universo”. Più recentemente, nel 2021, Malika Ayane ha portato l’eleganza degli anni ’30 con una jumpsuit di velluto e una cappa di cristalli sempre firmata Armani.

Negli ultimi anni, il Festival ha visto esplodere la creatività delle nuove generazioni:

  • Achille Lauro (2021): ha reso omaggio a Mina con un completo Gucci grigio, treccia rossa lunghissima e trucco marcato.
  • Elodie (2021): ha stupito con un mini dress argentato di Oscar de la Renta, una versione moderna dell’abito charleston.
  • Levante (2020): ha sfoggiato un completo total pink tridimensionale di Marco de Vincenzo, caratterizzato da texture che ricordano il mondo della pasticceria.
  • Blanco e Mahmood (2022): hanno ridefinito l’eleganza maschile contemporanea attraverso trasparenze e gonne nere.

Non sono mancati messaggi sociali potenti legati all’abbigliamento, come quello di Rula Jebreal nel 2020, che ha alternato tre abiti Armani durante un monologo contro la violenza sulle donne, sottolineando come la scelta di un abito non debba mai essere usata come pretesto per giustificare abusi.

Paolo Carta

Paolo collabora da anni con diversi magazine online e riviste cartacee del settore automotive. Appassionato di cinema, viaggi e di sport, non disdegna critiche e giudizi avversi alle serie tv. Nato nel 1978 nella provincia capitolina, è romano ma non romanista.

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