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Pegi cambia le regole: EA Sports diventa per una fascia d’età più alta?

Il mondo dei videogiochi si appresta a vivere una rivoluzione burocratica dalle conseguenze pratiche enormi. Il PEGI (Pan European Game Information), l’organismo che classifica i contenuti videoludici in quasi tutta Europa, ha annunciato quello che è stato definito l’aggiornamento più significativo della sua storia. Al centro del dibattito c’è una domanda che scuote i videogiocatori e l’industria: con il cambio delle regole PEGI EA Sports diventa per una fascia d’età più alta?

La risposta sembra pendere verso il sì. Il Direttore Generale Dirk Bosmans ha chiarito che l’obiettivo è fornire ai genitori indicazioni molto più granulari e trasparenti, proteggendo i minori da meccaniche che possono indurre dipendenza o spese incontrollate.

Il caso EA Sports FC e il salto al PEGI 16

Uno degli esempi più eclatanti di questa riforma riguarda proprio i titoli sportivi di Electronic Arts. Tradizionalmente, titoli come EA Sports FC hanno sempre goduto di una classificazione PEGI molto bassa (spesso PEGI 3), essendo privi di violenza esplicita o linguaggio scurrile. Tuttavia, la struttura di modalità come Ultimate Team si scontra oggi con i nuovi criteri.

La presenza di oggetti casuali a pagamento, come i celebri pacchetti di carte (loot box), è finita nel mirino dei regolatori. Con le nuove norme, un gioco che include microtransazioni basate sulla casualità potrebbe scattare direttamente alla classificazione PEGI 16. Non si tratterebbe di un giudizio sulla qualità del gioco, ma di un avviso sulla natura del sistema economico interno, equiparando di fatto il “gioco d’azzardo simulato” o le meccaniche aleatorie a contenuti non adatti ai più piccoli.

Le quattro aree sensibili della riforma

Il nuovo impianto normativo, che entrerà ufficialmente in vigore a giugno 2026, si concentra su quattro pilastri fondamentali definiti “aree sensibili”:

  • Oggetti casuali a pagamento: Loot box e pacchetti di carte che non garantiscono un contenuto certo all’acquisto.
  • Effetto FOMO (Fear Of Missing Out): acquisti in-app a tempo limitato che spingono l’utente a comprare per timore di perdere un’offerta.
  • Play by appointment: meccaniche che obbligano il giocatore a connettersi quotidianamente per completare missioni, creando un’abitudine potenzialmente tossica.
  • Comunicazioni online non moderate: chat vocali o testuali prive di filtri stringenti, considerate pericolose per la sicurezza dei minori.

I primi titoli con le nuove etichette arriveranno sul mercato verso la fine dell’estate 2026. L’industria cerca così di autoregolamentarsi per evitare interventi legislativi ancora più severi, mettendo la trasparenza sulla monetizzazione al primo posto.

Paolo Carta

Paolo collabora da anni con diversi magazine online e riviste cartacee del settore automotive. Appassionato di cinema, viaggi e di sport, non disdegna critiche e giudizi avversi alle serie tv. Nato nel 1978 nella provincia capitolina, è romano ma non romanista.

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