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Call of Duty: i nuovi titoli non arriveranno più al Day One su Xbox Game Pass

Il panorama dei servizi in abbonamento ha appena subito uno scossone senza precedenti. In una mossa che ha colto di sorpresa l’intera industria videoludica, Microsoft ha annunciato una ristrutturazione profonda delle tariffe e dei contenuti del suo servizio di punta. Il titolo della notizia parla chiaro: Call of Duty: i nuovi titoli non arriveranno più al Day One su Xbox Game Pass. Questa decisione segna la fine di un’era e l’inizio di una nuova strategia economica sotto la guida della nuova CEO di Xbox, Asha Sharma.

A partire dal 21 aprile 2026, i giocatori hanno visto scendere i costi mensili delle sottoscrizioni. L’abbonamento Essential è ora disponibile a 8,99 euro, il Premium a 12,99 euro e l’Ultimate a 20,99 euro, mentre il PC Game Pass si attesta sui 12,99 euro. Sebbene il taglio di prezzo sia un segnale positivo per il portafoglio degli utenti, il prezzo da pagare è l’esclusione del franchise più redditizio al mondo dai lanci immediati sul servizio.

Massimizzare i ricavi: la scelta strategica dietro l’FPS Activision

La scelta di Microsoft di non includere più Call of Duty al day-one in nessuno dei tre piani non è casuale, ma dettata da una ferrea logica finanziaria. Il colosso di Redmond ha constatato che la presenza del titolo Activision nel catalogo sin dal primo giorno non ha smosso gli equilibri del mercato come sperato; al contrario, ha ridotto drasticamente gli introiti derivanti dalle vendite dirette di una IP di proprietà. In parole povere, vendere il gioco a prezzo pieno garantisce entrate che l’abbonamento non riusciva a compensare.

Questa decisione porta con sé diverse considerazioni:

  • Sostenibilità: il piano Ultimate aveva raggiunto costi annuali esorbitanti che molti giocatori non ritenevano più giustificati, nemmeno con la presenza di CoD.
  • Abbattimento dei costi: l’esclusione di un gioco così costoso da mantenere nel servizio ha permesso di abbassare le soglie di ingresso per tutti gli altri utenti.
  • Personalizzazione: la nuova rotta di Microsoft sembra puntare verso un Game Pass flessibile, dove il giocatore può scegliere cosa attivare in base al proprio budget, senza essere costretto a pagare per titoli che potrebbero non interessargli.

In definitiva, Microsoft sembra aver capito che non tutto può ruotare intorno a un unico franchise. Sacrificando il “tutto incluso” immediato per Call of Duty, l’azienda punta a riconquistare una base d’utenza più ampia, offrendo un servizio più accessibile e scalabile. Resta da vedere come reagirà la community dei fedelissimi dell’FPS più famoso al mondo davanti alla necessità di tornare a mettere mano al portafoglio per l’acquisto tradizionale.

Paolo Carta

Paolo collabora da anni con diversi magazine online e riviste cartacee del settore automotive. Appassionato di cinema, viaggi e di sport, non disdegna critiche e giudizi avversi alle serie tv. Nato nel 1978 nella provincia capitolina, è romano ma non romanista.

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