palme su cielo viola

GTA 6: il gioco non avrà prodotti reali

Niente pubblicità occulta, cartelloni pubblicitari ammiccanti o autovetture di marchi famosi tra le strade bagnate di Vice City. Strauss Zelnick, il CEO di Take-Two Interactive, ha spento definitivamente le speculazioni confermando che l’attesissimo sesto capitolo della saga di Grand Theft Auto non ospiterà alcun tipo di product placement o collaborazione con aziende del mondo reale. Una scelta forte che punta a mantenere totalmente intatta l’anima irriverente e la pungente natura satirica che hanno decretato il successo planetario del franchise firmato Rockstar Games.

In un’intervista rilasciata alla celebre testata Variety, Zelnick ha spiegato nel dettaglio la filosofia aziendale dietro questa decisione. Il mondo di GTA deve rimanere una realtà parallela fittizia: introdurre marchi autentici finirebbe per spezzare l’illusione di purezza creativa che gli sviluppatori vogliono preservare. Se in altre produzioni dell’azienda, come la serie NBA 2K, la presenza di sponsor veri è necessaria per replicare fedelmente il contesto sportivo, in questo caso la strategia vincente rimane, da sempre, quella della parodia.

Parodie del consumismo e un budget da record

La decisione non giunge come una novità per gli storici appassionati del brand. Fin dalle sue origini, la serie ha costruito il proprio immaginario deridendo apertamente il consumismo americano. All’interno del gioco non troveremo i giganti della tecnologia della Silicon Valley, ma le loro controparti parodistiche che abbiamo già imparato ad apprezzare, come iFruit per Apple, Snapmatic per Instagram e LifeInvader per Facebook. Per questo nuovo capitolo, Rockstar si è mossa d’anticipo registrando domini web che suggeriscono l’arrivo di esilaranti versioni alternative di servizi popolarissimi come WhatsApp e Uber.

Dietro questa cura per la coerenza narrativa si nasconde uno sforzo produttivo senza precedenti nell’intera industria dell’intrattenimento:

  • Un investimento colossale: il titolo si posiziona come il videogioco più costoso mai realizzato nella storia, con cifre investite nello sviluppo che superano i 2,7 miliardi di sterline.
  • Fisica e dettagli: interi team dedicati hanno lavorato per anni su aspetti iper-realistici, tra cui il comportamento dinamico dell’acqua e la resa dei vetri infranti durante le sparatorie.
  • Lancio e timori: nonostante l’hype sia alle stelle, lo stesso Zelnick ha confessato di vivere l’attesa con una buona dose di timore, ricordando che nel mercato dei videogame nessun successo può essere dato per scontato prima del debutto.

L’appuntamento definitivo per tutti i giocatori è fissato per il 19 novembre. Dopo i numerosi rinvii che hanno messo a dura prova la pazienza della community, il momento di calpestare l’asfalto di Vice City è finalmente dietro l’angolo.

Paolo Carta

Paolo collabora da anni con diversi magazine online e riviste cartacee del settore automotive. Appassionato di cinema, viaggi e di sport, non disdegna critiche e giudizi avversi alle serie tv. Nato nel 1978 nella provincia capitolina, è romano ma non romanista.

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