

Com’è cambiato il Festival di Sanremo dagli esordi fino a oggi
Il Festival di Sanremo, nato in sordina nel lontano 1951, è molto più di una semplice competizione canora; è lo specchio dei cambiamenti sociali e culturali dell’Italia. Quella che era stata concepita nel dopoguerra come “la grande evasione”, la colonna sonora di una nazione in cerca di leggerezza e normalità, si è trasformata in settant’anni in una complessa e perfetta macchina commerciale che ogni anno catalizza l’attenzione pubblica tra musica, polemiche e glamour.
La prima edizione si tenne nel Salone delle feste del Casinò Municipale di Sanremo, con i cantanti che si esibivano in un’atmosfera da vecchio café chantant, davanti a un pubblico seduto a tavolini imbanditi, tra l’andirivieni dei camerieri. Da quel contesto intimo, Sanremo è diventato il prodotto televisivo milionario, amato, a volte odiato, ma immancabilmente discusso, che oggi conosciamo, trasferendosi stabilmente nell’iconico Teatro Ariston solo nel 1977.
Nel corso di oltre settant’anni di storia, il Festival della Canzone Italiana ha cambiato pelle innumerevoli volte. A subire cambiamenti prima di tutto è il suo famoso regolamento, che ha subito piccole e grandi rivoluzioni che ne hanno plasmato l’identità attuale.
Le tappe fondamentali dell’evoluzione del Festival
L’evoluzione di Sanremo negli anni è scandita da cambiamenti epocali che rispondevano alle trasformazioni dei media e dei gusti musicali del pubblico:
- L’era della doppia esecuzione (1953 – 1971): una delle prime grandi peculiarità fu l’introduzione della doppia interpretazione per ogni canzone (con eccezioni), dove due artisti eseguivano lo stesso brano in gara. Questo sistema, che aveva lo scopo di far apprezzare la melodia in sé, è rimasto in vigore quasi ininterrottamente fino al 1971.
- L’impatto della televisione: il Festival è stato trasmesso per la prima volta in TV nel 1955 e andò in diretta in Eurovisione nel 1958. Tuttavia, i telespettatori italiani dovettero attendere fino al 1977 per vederlo finalmente a colori, superando il bianco e nero che persisteva dai primi tentativi di ripresa a colori nel 1973.
- Musica live vs. playback: ci sono stati numerosi tira e molla sull’uso dell’orchestra. Dopo anni di esibizioni con l’orchestra, nel 1976 comparvero le basi musicali preregistrate. L’orchestra fu eliminata del tutto nel 1980, per poi fare un trionfale ritorno nel 1990. Paradossalmente, nel 1984 e 1985 tutte le esibizioni dei Big furono in playback.
- La nascita delle sezioni e dei premi: nel 1974 fu introdotta la distinzione tra Big (ammessi alla finale) e Aspiranti. Le Nuove Proposte vennero istituite nel 1984. Sempre in questo periodo nacquero importanti riconoscimenti: nel 1982 fu istituito il Premio della Critica, intitolato poi a Mia Martini nel 1996.
- Il ruolo del voto: anche il sistema di votazione è stato un campo di battaglia. Si è passati dal concorso dell’Enalotto (1961) al voto del concorso Totip per i Big (1984). L’introduzione del voto popolare tramite messaggeria telefonica nel 2004 e l’uso del televoto (spesso misto a giurie demoscopiche o di qualità) ha segnato l’apertura definitiva al pubblico da casa.
- L’era moderna e l’Eurovision: dal 2012 i social media sono entrati prepotentemente nel Festival, trasformando l’evento in un fenomeno di commento in tempo reale. Infine, dal 2015, il vincitore della sezione Campioni ha la possibilità di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, legando indissolubilmente il Festival alla competizione continentale e completando la sua trasformazione in un evento di respiro internazionale.
Insomma, negli anni il Festival di Sanremo ha continuato ad evolversi e a portare novità. Non ci resta che vedere cosa ci aspetta negli anni a venire!
17 Dicembre 2025
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