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Collezionismo olimpico: pin, gadget e memorabilia di Milano-Cortina

Oltre alle sfide sulla neve e sulle piste di ghiaccio, esiste una competizione parallela che sta animando ogni angolo della Lombardia e del Veneto. Non richiede sci o pattini, ma un occhio attento e un’ottima capacità di negoziazione: stiamo parlando della “pins-mania”. Il fenomeno del Collezionismo olimpico: pin, gadget e memorabilia di Milano-Cortina 2026 ha trasformato i cordini dei pass di atleti, giornalisti e volontari in vere e proprie bacheche espositive itineranti.

Questa pratica, nota come pin trading, consiste nello scambio di spillette personalizzate che rappresentano federazioni, nazioni, sponsor o mascotte. È un linguaggio universale che permette a persone di culture diverse di interagire con un semplice gesto: un baratto che trasforma un piccolo oggetto di metallo in un ricordo indelebile.

Una tradizione nata dall’amicizia: le origini del Pin Trading

Il collezionismo di spille non è una moda recente, ma affonda le sue radici nella storia stessa dei Giochi. Inizialmente, nelle prime edizioni delle Olimpiadi moderne, venivano utilizzati semplici pezzi di cartone o metallo colorato per distinguere visivamente gli atleti dai giudici di gara. Le prime vere spille apparvero a Londra nel 1908, ma la scintilla dello scambio scoccò a Parigi 1924.

Nel primo Villaggio Olimpico della storia, gli atleti iniziarono a socializzare e a scambiarsi i distintivi delle proprie nazioni come segno di amicizia e rispetto reciproco. Da quel momento, il pin trading è diventato un rito irrinunciabile. Oggi, a Milano-Cortina 2026, questa tradizione vive la sua massima espressione, con collezionisti esperti pronti a offrire decine di pezzi comuni pur di accaparrarsi un’edizione limitata o la spilla di una federazione meno rappresentata, spesso rarissima.

Le gemme di Milano-Cortina: la pin dei tedofori

In questa edizione, la caccia al tesoro si è fatta particolarmente serrata. Sebbene le spille ufficiali con le mascotte Milo e Tina siano tra le più amate dal grande pubblico, esiste un pezzo che fa gola ai collezionisti di tutto il mondo: la pin dei tedofori.

Si tratta di una spilla blu esclusiva, consegnata solo a chi ha avuto l’onore di trasportare la fiamma olimpica durante il suo viaggio verso l’inaugurazione. Questo oggetto ha lo stesso diametro della torcia “Essential” ed è prodotto in una tiratura limitatissima, rendendolo un pezzo storico istantaneo.

L’entusiasmo è tale che anche i locali di Bormio e Livigno hanno adottato strategie creative: molti ristoratori hanno sostituito i classici salvadanai per le mance con contenitori trasparenti, invitando i turisti stranieri a “pagare” con una spilla del proprio Paese. Un modo alternativo e poetico per portarsi a casa un pezzetto di mondo senza muoversi dalla Valtellina.

Paolo Carta

Paolo collabora da anni con diversi magazine online e riviste cartacee del settore automotive. Appassionato di cinema, viaggi e di sport, non disdegna critiche e giudizi avversi alle serie tv. Nato nel 1978 nella provincia capitolina, è romano ma non romanista.

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