Nel tennis le etichette arrivano in fretta, spesso si cerca subito il paragone più comodo per spiegare un talento nuovo. Stavolta però Patrick Mouratoglou ha scelto una strada diversa. Parlando di Jannik Sinner, il coach francese ha tirato in ballo un nome pesante, quello di Rafael Nadal, costruendo un confronto che va oltre le solite analogie tecniche.

 

Un paragone che ha sorpreso, perché non si ferma allo stile di gioco, ma entra dentro l’atteggiamento, la mentalità e il modo di stare in campo. Mouratoglou ha detto cose molto interessanti su Sinner, mettendolo accanto a una delle figure più dominanti della storia del tennis, e aprendo una chiave di lettura diversa sul numero uno italiano.

 

Cos'ha detto Mouratoglou su Sinner: il paragone con Nadal sulla mentalità

 

In queste settimane Patrick Mouratoglou ha fatto discutere parecchio, e non solo per un’opinione qualsiasi. Il coach francese ha acceso il dibattito con un paragone su Jannik Sinner diverso dal solito, andando in una direzione meno battuta.

 

Di Sinner si dice spesso che ricordi Novak Djokovic, per quello stile fatto di costanza, intensità, scambi che si allungano senza cali, risposta dopo risposta, colpo dopo colpo. Un accostamento che torna, perché sul piano tecnico e tattico i punti di contatto sono evidenti.

 

Mouratoglou però ha spostato il focus, con un suo video pubblicato su Instagram, andando oltre il gioco. Nella sua carriera ha lavorato con campioni come Serena Williams, Stefanos Tsitsipas, Grigor Dimitrov e Simona Halep, e proprio per questo le sue parole hanno un peso diverso.

 

Secondo lui, il vero paragone per Sinner è un altro, e riguarda la testa: “Tutti paragonano Sinner a Djokovic, per motivi piuttosto ovvi, lo stile di gioco. Ma nessuno lo paragona a chi secondo me dovrebbe essere preso come riferimento a livello mentale, Rafael Nadal. Hanno qualcosa in comune che è incredibile e raro, la capacità di giocare ogni singolo colpo, dal primo all’ultimo giorno dell’anno, con il cento per cento di impegno, concentrazione e intensità. È una cosa rarissima”.