Parasite il film coreano che ha conquistato Cannes

Squid Game, perché ha avuto così tanto successo

È praticamente sulla bocca di tutti e ha battuto ogni record, diventando la serie più vista di Netflix e spodestando dal trono anche gli intrighi di corte di Bridgerton di Shonda Rhimes. Stiamo parlando di Squid Game, la nuova serie TV nipponica che ha monopolizzato i discorsi sui social e che è riuscita, al pari di Parasite, a porre l’attenzione sulle produzioni mediali orientali. 

Ben 111 milioni di spettatori nel mondo hanno visto Squid Game. Ma qual è il motivo che ha spinto tutti questi utenti di Netflix a premere Play? Scopriamo perché Squid Game ha avuto così tanto successo!

Squid Game, la ricetta del successo

Il successo di Squid Game è dovuto in gran parte alla trama conturbante e ansiogena. Nella serie TV coreana, emarginati, poveri o indebitati, scelgono di partecipare a una serie di giochi per bambini. In palio per il vincitore 45,6 miliardi di won: una ricchezza inestimabile pari a quasi 33 milioni di euro. Tuttavia, chi perde al gioco viene eliminato fisicamente, ucciso a colpi di pistola da misteriosi soldati, con indosso una divisa che ricorda quella de La casa di carta.

Squid Game è una serie molto brutale e claustrofobica, che mette tuttavia al centro della scena la natura tragicomica della vita. Il protagonista, Seong Ji-Hun, è l’anti-eroe per eccellenza. È un uomo divorziato che vive con la madre e ha una figlia che vede poco e male. Vive di espedienti e di scommesse e Squid Game sembra essere per lui l’unica occasione di riscatto.  Ji-Hun è uno dei 456 concorrenti – anzi il 456°, l’ultimo tra gli ultimi –  che concorrono al gioco mortale, tutti selezionati tra i disperati della società. Ed è qui il segreto del successo: unire sangue e voglia di riscatto, nostalgia e azione adrenalinica.

La fonte d’ispirazione di Squid Games

Inoltre, la fonte d’ispirazione dichiarata dal regista di Squid Game Hwang Dong-hyuk è Battle Royale, il franchise multimediale nipponico che da circa 20 anni entusiasma – o terrorizza, a seconda dell’indole – il mondo intero. Il romanzo originale di Koushun Takami, pubblicato nel 1999, è diventato successivamente un manga e poi un film live action diretto da Kinji Fukasaku. Battle Royale è un cult del genere,  crudo e ancora più adatto a raccontare la filosofia dietro al concetto di homo homini lupus. Squid Games e Battle Royale sono una sorta di “Takeshi’s Castle noir”, il risvolto della medaglia del capitalismo e dell’opulenza degli ultimi anni.

Siete fan di Squid Games e non vedete l’ora che arrivi la seconda stagione? Non preoccupatevi, non manca molto: ne abbiamo parlato in un articolo dedicato a Squid Games 2!

Paolo Carta

Paolo collabora da anni con diversi magazine online e riviste cartacee del settore automotive. Appassionato di cinema, viaggi e di sport, non disdegna critiche e giudizi avversi alle serie tv. Nato nel 1978 nella provincia capitolina, è romano ma non romanista.

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