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Glee: il reboot è già pronto

Era il 2009, e il liceo McKinley entrava prepotentemente nelle nostre vite, portando con sé un’ondata di drama adolescenziale, inclusività (a modo suo), maglioni infeltriti e performance musicali indimenticabili. Oggi, i corridoi di quella scuola potrebbero presto riaprire i battenti. Ryan Murphy, il re mida della TV americana, ha sganciato la bomba: il reboot di Glee non è più solo una speculazione, ma un progetto concreto con un copione già completato.

La notizia che ha sconvolto l’internet

Pochi giorni fa, il creatore della serie ha dichiarato pubblicamente di aver appena terminato di scrivere la sceneggiatura per un potenziale ritorno dello show. Insieme agli storici co-creatori Ian Brennan e Brad Falchuk, Murphy ha deciso di rimettere le mani in pasta e riaccendere i microfoni del Glee Club. Ma la vera notizia che ha fatto sussultare i fan è un’altra: Murphy ha rivelato di aver già contattato circa dieci membri del cast originale.

Anche se al momento non ci sono ancora né un network ufficiale (sebbene Disney+, possedendo i diritti della 20th Century Fox, sembri la casa più logica) né una data d’uscita, l’idea di rivedere le iconiche felpe rosse dei Cheerios fa già sognare i “Gleek” di tutto il mondo.

L’elefante nella sala prove

Tuttavia, l’annuncio ha inevitabilmente spaccato in due il fandom. Da un lato c’è un fortissimo effetto nostalgia, spinto soprattutto dalla Gen Z che ha riscoperto la serie in streaming e su TikTok, trasformando le scene più assurde in meme virali. Dall’altro, ci sono ferite ancora dolorosamente aperte.

Parlare di Glee oggi significa fare i conti con assenze pesantissime: Cory Monteith e Naya Rivera, colonne portanti e anime dello show, non ci sono più. Come si può tornare al McKinley senza di loro senza che sembri una forzatura?

Inoltre, c’è il fattore culturale. Il black humor graffiante e politicamente scorretto di Sue Sylvester, le gag ciniche e certi stereotipi portati all’estremo, funzionavano quindici anni fa. Ma come verrebbero accolti dalle logiche televisive odierne?

Che forma prenderà questo nuovo capitolo?

Il dubbio principale resta la direzione creativa della trama. Sarà un passaggio di testimone a una nuovissima generazione di sfigati talentuosi, con alcuni dei vecchi protagonisti nel ruolo di insegnanti e mentori? Oppure sarà una miniserie reunion, incentrata esclusivamente su dove sono finiti i personaggi storici oggi?

In attesa dei prossimi sviluppi, una cosa è certa: nel bene o nel male, Glee ha segnato indelebilmente la cultura pop moderna. E riportarlo in vita è una scommessa altissima, a tratti pericolosa.

E voi, cosa ne pensate? Siete pronti a rispolverare i vecchi spartiti e a tifare per i perdenti, o credete che certi capolavori del trash-pop dovrebbero riposare in pace per non rovinare il ricordo?

Paolo Carta

Paolo collabora da anni con diversi magazine online e riviste cartacee del settore automotive. Appassionato di cinema, viaggi e di sport, non disdegna critiche e giudizi avversi alle serie tv. Nato nel 1978 nella provincia capitolina, è romano ma non romanista.

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