Abbiamo dovuto aspettare un po’, per vedere il gol più brutto della seconda giornata di Serie A, ma ne è valsa assolutamente la pena. La ricerca dell’orrido costa fatica, serve pazienza e perseveranza nel cercare il brutto nelle cose. Perché a trovare il bello son bravi tutti, basta un po’ di sano buonismo. Mentre per il brutto bisogna essere oggettivamente colpiti da qualcosa che può essere definito da tutti, universalmente, una mezza schifezza. O una schifezza totale, se siamo (s)fortunati.

 

Ecco: è successo a San Siro. Prima, nel corso della seconda giornata di Serie A, c’è stato qualche gol sgangherato, è vero, ma nessuno ha raggiunto i livelli della rete del 2-1 del Milan, realizzata in un primo tempo piuttosto movimentato, durante il quale sono state segnati cinque gol in tutto, tra rossoneri e rossoblu. La rete alla fine è stata assegnato a Rafael Leao, che quindi potrà esibire nella sua personale bacheca il premio Serie Accia della seconda giornata. Bravo, Rafael!

 

Serie Accia: nella seconda giornata trionfa il gol di Leao

 

Questo gol è talmente accio che non lo voleva nessuno: la sua bruttezza è stata tale da determinare un’assoluta incertezza sulla sua attribuzione, come se non ci fosse un giocatore disposto a farsi carico di quella roba lì. Succede tutto al minuto 17 del primo tempo: Brahim Diaz si insinua nella trequarti avversaria e scarica per Theo, che la passa a Leao, che sposta la palla e calcia. La sfera, invece di proseguire serena il suo viaggio verso la porta, impatta qualcosa, cambia direzione, la linea del tempo si spezza e si trasforma, permettendo al Milan di tornare in vantaggio in maniera oggettivamente brutta.

 

Cosa è successo, in quel secondo di orrore calcistico? Perché la palla ha cambiato traiettoria spiazzando il povero Radunovic, che allarga le braccia sconsolato, nell’atteggiamento di chi è appena stato fregato dalla sorte? Mistero svelato un attimo dopo, quando vediamo Brahim Diaz esultare, per poi vergognarsi di averlo fatto: è troppo, gioire per una roba simile. Lo spagnolo si ferma come se il Cagliari fosse la sua ex squadra, imbarazzato si ricompone, i compagni lo abbracciano, sembrano tutti colpevoli di una gioia che non può esplodere . Nel replay si vede la palla impattare esattamente il numero dieci, proprio nel senso delle due cifre sulla schiena di Brahim DIaz. 

 

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— 𝙎⚡. (@MadridNations) August 29, 2021

 

Neanche l'autore del tweet aveva capito bene chi avesse segnato

 

La rete, dopo un po’ di incertezza, viene data a Leao: il tiro era il suo, stava comunque andando verso la porta, eccetera. Quindi, complimenti a lui per aver vinto la seconda giornata di Serie Accia. 

 

Amarcord: il gol di Leao-Brahim rievoca dolci ricordi rossoneri

 

Ecco cos'era quella sensazione di deja vu che avevo, direbbe Aldo Baglio. E infatti, di sicuro vi sarà già capitato di vedere un giocatore del Milan essere colpito da un tiro che poi finisce in porta. 

 

 

Mentre tutti si aspettavano che il 9 (Giroud) imitasse l’ultimo grande 9 del Milan (come poi effettivamente ha fatto, segnando una doppietta), ci ha pensato Brahim Diaz a prendere spunto da Filippo Inzaghi, maestro nell’intercettare palloni vaganti facendogli cambiare direzione in maniera irrimediabile. Come Inzaghi in quella famosa finale di Atene vinta dai rossoneri per 2-1: in quel caso, Super Pippo intercettò una punizione calciata da Pirlo, deviando il pallone col corpo e spedendolo in porta, con l’incolpevole Reina a chiedersi che razza di gol fosse quello. 

 

Al Milan, insomma, questo è quasi uno schema. E sembra funzionare, quindi ci aspettiamo di vedere anche nei prossimi tempi qualche tiro addosso ai compagni. Non per stizza, ma per voglia di segnare. E di vincere altre volte la Serie Accia, s’intende.