Sul ‘Kaiser‘ Zoncolan nessuno può fare tattiche. Egan Bernal, che sta indossando meritatamente la Maglia Rosa del Giro d’Italia 2021, ha detto con un po’ di rassegnazione che “le ricognizioni sostanzialmente sono inutili, tanto poi mi scordo tutto”. Lo Zoncolan è così: si comincia a salire, e non si “scollina mai”, fino alla fine, la pendenza cresce, decresce, ma è una tappa di alpinismo puro.

 

Nel 2021 a fare la storia sullo Zoncolan è un ragazzo di 25 anni di Bologna, Lorenzo Fortunato. Si può trovare perfino su Strava, la famosa app per sportivi: tutti i suoi km annuali sono là. I più importanti li ha messi a segno sulla Cittadella-Zoncolan, leggendaria tappa del Giro d’Italia: ha stracciato gli avversari con uno scatto appena la salita si è fatta più dura, ha controllato, ha tirato in testa quando le gambe hanno retto a malapena, ed è diventata tutta una sfida tra potenza muscolare e pendenza contraria e malevola. Lorenzo Fortunato ha vinto per la prima volta da professionista, Bernal si è tenuto la Maglia Rosa con un’ottima prestazione. Ma chi è questo ciclista italiano alla sua prima vittoria? E perché è così importante lo Zoncolan?

 

Lorenzo Fortunato, chi è il vincitore sullo Zoncolan?

Lorenzo Fortunato corre per la Kometa Eolo di Basso e Contador, due leggende che allo Zoncolan hanno legato parte della loro legacy. Viene da  Castel de’ Britti:«Alberto Tomba ha seguito la corsa a casa mia, insieme a papà Marco!”.

 

Racconta la sua vittoria in coppia con Albanese: “Sono partito per andare in fuga e vincere. Me lo dico tutti i giorni, questa volta è successo. Sentivo che stavo bene, Albanese ha tirato per me, ho aspettato i 3 km più difficili per accelerare. Finché non ho tagliato il traguardo, non ci ho creduto”.

 

Hanno scommesso su di lui, Basso e Contador: il primo a colazione era certo che avrebbe vinto Fortunato, il secondo ha letteralmente promesso che andrà in bici da Madrid a Milano, e ha seguito con grande trepidazione tutta la tappa, con tanto di video su Instagram.

 

Sullo Zoncolan non si pensa, si pedala e basta: “Io che sono al primo Giro e al massimo sognavo di farmi vedere per qualche chilometro, io che non sono mai stato un vincente, io che le tappe le guardo solo la sera prima per non stressarmi e che sullo Zoncolan ho pedalato senza pensare e forse il segreto del mio successo è questo”.

 

Giro d’Italia, perché lo Zoncolan è così importante

A scoprire e portare al Giro, in qualche modo, questa follia in salita è stato in realtà… un allenatore di calcio. Stiamo parlando di Francesco Guidolin, che ha scoperto questo angolo durissimo di Alpi Carniche in ritiro con l’Udinese. Ciclista allenato e appassionato, ne rimase devastato e colpito. Stavolta i ciclisti del Giro numero 104 sono saliti da Sutrio, il versante meno duro, per modo di dire: 14 km al 9% con punte al 27. Due volte ha domato lo Zoncolan Simoni, una volta Basso, una volta Froome, l’ultima nel 2018. 

 

E per Froome in particolare è stato beneaugurante. Di fatto è stata la scintilla che l’ha spinto a compiere forse la più grande impresa della sua carriera, una delle più importanti fughe ciclistiche della storia, sul Colle delle Finestre, dopo una buona prova proprio sullo Zoncolan. Froome per vincere il Giro fece la storia: 80 kilometri di fuga solitaria, a folle velocità, una salita interminabile e vincente.

 

A 80,3 chilometri dal traguardo, Elissonde non ce la fa più e Froome lo salta e va. Una ‘frullata’ folle, lunghissima, a ritmi insostenibili: ribalterà il Giro, lo andrà a vincere. Un augurio anche per il futuro di Fortunato.