Questa volta è stata dura davvero. Quasi avrei voluto non portare avanti la rubrica, interromperla bruscamente. Ho pensato: forse il bello ha vinto veramente, in questa 11° giornata di Serie A. Forse di gol brutti non ce ne sono stati, ed è quindi il momento di tirare i remi in barca, di ammettere la sconfitta, di terminare il viaggio. Ma non mi andava di arrendermi così, e allora ho cercato, visionato minuti e minuti di highlights finché non l’ho trovato, il gol più brutto di questa giornata di Serie A.

 

No, la Serie Accia non è morta, anche perché vive ogni giorno nel cuore di chi crede che qualcosa di brutto si possa trovare sempre, se si cerca a fondo nelle cose. Così, dopo aver dribblato gol che potevano essere brutti ma in realtà erano solo fortunosi (come l’autogol di Tonelli, che non era brutto in sé ma aveva una tristezza di fondo) (se ascoltate bene l’audio, nel momento in cui il pallone entra potete sentire la goccia cinese delle lacrime dei Fantallenatori che avevano il goleador Tonelli titolare) - così, dicevo, l’ho trovato. In un anonimo Torino-Sampdoria di sabato sera, Praet ha segnato e ha vinto il premio Serie Accia.

 

Serie Accia, il gol più brutto è di Praet

 

Strano a dirsi, il gol più brutto arriva forse al termine di quella che è l’azione più bella della giornata: uno scambio perfetto da parte del Toro, che realizza una rete di pregevole fattura. Almeno fino al gol. Lì è successo qualcosa, sarebbe dovuto finire in modo diverso: l’assist di Linetty, dopo il triangolo magnifico con Sanabria, era destinato proprio a Praet, che però è stato anticipato. 

 

Lì sì è persa la magia, l’azione si è azzerata, doveva concludersi in maniera bella e corale e invece no. Merito - o demerito, mettetela come volete- dell’intervento di Chabot che è storto, sconclusionato, veramente goffo: suo malgrado, il difensore della Samp è passato dall’essere un eroe a fare la parte del fesso nel giro di mezzo secondo. Chabot ha sì intercettato il passaggio di Linetty, ma l’ha fatto con la punta del piede, e poi il pallone è rimasto lì, a rotolare davanti alla porta dopo un rimpallo, mentre Chabot, inerme, era a terra e mulinava le gambe a caso, provando a fare qualcosa, spostandosi in avanti con le braccia, camminando come un granchio. A rendere la scena ancora più tragicomica, il disperato tentativo di Audero, che nel frattempo si era rialzato, e anche lui granchiescamente aveva provato a muoversi nella direzione di Praet. Niente da fare: il belga ha sparato il pallone in porta da mezzo metro, in un gol che ormai era diventato quasi un insulto. Come se non bastasse, Praet è anche un ex Sampdoria, quindi non ha esultato. Sappiamo comunque che ha evitato di festeggiare anche perché quel gol, ormai, da meraviglioso era diventato oggettivamente inguardabile.

 

Qui il replay, solo per cuori forti: 

 

 

Apprezzo comunque il tentativo di Sky Sport di far sembrare questo gol meno brutto di quello che è, ponendo l’accento sull’azione. Lo stesso hanno fatto altri commentatori, che hanno la mia stima: non era semplice nascondere la bruttezza di quel paio di secondi in cui è successo l’irreparabile, ma qualcuno ci è quasi riuscito con freccette, nomi, analisi tattiche.

 

 

La verità è che non c’è niente da nascondere, non è brutto ciò che è brutto ma è brutto ciò che è Accio, come questo gol di Praet, che va ammirato e rispettato per quello che è: una piccola schifezza da premiare.