Il calciomercato estivo è terminato: alle ore 20.00 del 31 agosto le porte si sono - metaforicamente e non - chiuse, e l’ultima sessione di mercato 2021 è andata in archivio. Di certo è stata condizionata e peculiare: le conseguenze della pandemia hanno impattato in maniera importante sull’economia dell’intero sistema calcio. Nei fatti, questa situazione di difficoltà si è tradotta in trattative low-budget, tante idee e pochi soldi spesi (a parte eccezioni rare). 

 

La maggior parte dei club ha dovuto fare i conti con l’indice di liquidità, che ha costretto i direttori sportivi a concentrarsi su tagli agli stipendi più onerosi e cessioni - specialmente dei giocatori con più mercato (o meno utilizzati ma importanti a bilancio, caso di Pastore della Roma). In generale, quasi tutte le società hanno puntato molto sulle idee dei loro allenatori: nuovi - e ce ne sono di importanti ed interessanti - o confermati che siano, in molti casi dovranno fare di necessità virtù. Ma quali sono i nostri voti del calciomercato estivo? Chi si è comportato meglio?

 

Calciomercato estivo, le pagelle: promossi e bocciati

 

ATALANTA 7 + - Il Tottenham ha messo su un’offerta per Romero talmente buona che era impossibile dire di no. Forse la miglior cessione dell’estate la fa la Dea. Buona anche quella per Gollini. Per il resto mercato interessante: Musso tra i pali è un buon portiere, Demiral è un ottimo sostituto di Romero e Koopmeiners rischia di essere una vera e propria rivelazione. In generale rimane squadra da zona Champions, si assesta bene. Chi si aspettava il salto di qualità e la lotta Scudetto dovrà affidarsi ora a Gasperini e alle sue idee. 

 

BOLOGNA 5,5 - Saputo non ha veramente accelerato. Arnautovic è un bel colpo, si tratta di un giocatore di livello internazionale, e ha già dimostrato di poter aiutare molto Miha e i suoi. L’offerta per Tomiyasu era buona, la cessione ci sta, ma si tratta di uno dei giocatori migliori della rosa: forse si poteva programmare con maggior cura. In generale forse manca un po’ di ambizione e voglia di migliorare davvero. Orsolini resta, ed è già una buona notizia. Il Bologna aspira ad una serena zona tranquillità, ha puntellato senza troppi grilli per la testa.

 

CAGLIARI 5 - Anche qui situazione un po’ grigia. Giulini ha chiuso con i grandi investimenti. La piazza l’anno scorso ha sognato col calciomercato, mentre il campo ha restituito una realtà molto più dura. Cambia il mister, ma la squadra è la stessa, o quasi, che si è salvato per il rotto della cuffia. Addio a Nainggolan e dentro l’altro ex Roma Strootman, l’acquisto di Keita last minute permette almeno di rinforzare un reparto che aveva perso Simeone. Poco, troppo poco per fare qualcosa di più di salvarsi di nuovo. E i primi risultati sembrano andare in questa direzione.

 

EMPOLI 7 - Sarri, in una recente intervista, ha parlato benissimo della competenza del presidente Corsi nella costruzione della squadra. Il gruppo c’è, l’allenatore pure, tra le neo-promosse è quella che si è mossa meglio (e ha pure vinto allo Juventus Stadium, per dire). Cutrone è una bella scommessa, Pinamonti idem: la squadra è interessante, compatta, un bel gruppo e una bella realtà.

 

FIORENTINA 7,5 - Il miglior mercato di Commisso di sempre? Il n.1 americano continua a mettere dentro giocatori di qualità, ed è uno dei pochi, insieme al connazionale Friedkin della Roma, ad averci messo veramente i soldi. Tiene a Firenze Vlahovic e Milenkovic - non scontato - prende Nico Gonzalez che può essere una vera rivelazione. Torreira in A è una garanzia, come lo stesso ritorno di  Nastasic. Molto bene anche Odriozola: un terzino preso dal Real Madrid - per dire, mica cavoli - di grande qualità, può fare veramente bene.

 

GENOA 6,5 - Preziosi potrebbe essere al suo ultimo mercato: sta cedendo il Genoa, e l’ha fatto con una sessione piuttosto tipica per lui: tante cessioni, e tanti arrivi. Che però sono sicuri, non le solite scommesse (che ci sono, vedi Kallon). La cessione di Shomurodov non è leggera da digerire, ma l’arrivo di Caicedo davanti è un ottimo acquisto, si tratta di un giocatore con voglia di giocare titolare che ha fatto bene alla Lazio quando è stato chiamato in causa (celebri i suoi gol al 90’). Sirigu e Maksimovic dovrebbero puntellare la difesa, certo a centrocampo - oltre all’ottimo arrivo di Hernani, buona qualità - manca qualcosa. 

 

INTER 7 -  Pronti via, Zhang vende due pilastri-Scudetto, Hakimi e Lukaku. Shock, Inzaghi, nuovo allenatore dopo l’addio di Conte, si ritrova senza due titolarissimi, spina dorsale dei campioni d’Italia. Marotta e Ausilio hanno lavorato bene per provare a parare il colpo: l’innesto di Dumfries è interessante (ha fatto benissimo ad Euro 2020), ma ancor più Correa e Dzeko, per motivi diversi, sono soluzioni ottime per riuscire a competere per i primissimi posti. Con la situazione economica nerazzurra, non si poteva pretendere di più.

 

JUVE 4  - Cedere Cristiano Ronaldo senza praticamente nessun sostituto all’altezza (Kean è ottimo, ma insomma…) chiaramente apre tante fratture sul giudizio del mercato Juve. Certo, con la volontà del portoghese di lasciare Torino nettamente esposta, non si poteva fare diversamente, ma la questione andava programmata in maniera migliore. Trovare un big da piazzare al suo posto era difficile? Certo, anche qui la situazione economica del club non ha aiutato. Onestamente si poteva fare di più, e meglio: spendere 35 milioni per Kean e prenderne 15 per Ronaldo non è sembrata la miglior soluzione. Certo, senza quel maxi ingaggio i conti respirano, ma chi farà i gol di CR7? Tutti Kean, o un rinato Dybala? Locatelli è un bel colpo, ma quante lungaggini, e che formula francamente complessa. Mercato e situazione Locatelli specchio di una crisi economica che già l’idea Superlega aveva messo sotto gli occhi di tutti. Troppo poco per Allegri.

 

LAZIO 7 - Tare ha fatto quello che doveva e poteva. Correa ha chiesto di andare via, la cessione è arrivata ad una cifra congrua, senza svalutarlo. Il ds ha costruito una rosa buona per Sarri: Zaccagni last minute è un bel colpo, ma si poteva fare prima, per darlo all’allenatore a luglio, in ritiro. Non bellissimo il flop su Kostic (che pare fosse richiesto dal mister): la faccenda della mail sbagliata è un po’ un’autogol. Cessioni ok, piazzati molti esuberi, compresi molti ex Salernitana tornati all’ovile dopo la cessione del club campano ad un trust in fretta e furia. 

 

MILAN 6 + - Alla fine Giroud fa strappare il 6 a Maldini e Massari. I mancati rinnovi di Donnarumma e Calhanoglu - comprensibili a livello economico - privano Pioli di due leader tecnici della squadra. Se per la porta un acquisto alla pari era impossibile (e Maignan sembra un buon portiere), sulla trequarti si poteva osare, o almeno prendere qualcuno di prospettiva. Messias è un colpo che piace ai giornali, che ricamano sulla sua storia, ma c’era di meglio in giro. Maldini ha deciso di puntare su Diaz: ci sta, ma ad oggi è un downgrade.  I riscatti di Tomori e Tonali hanno un po’ bloccato il mercato in entrata, come prevedibile. E Kessie non ha ancora rinnovato: un terzo flop lato rinnovo potrebbe essere un brutto colpo per l’immagine di Elliot. O forse restituirebbe la giusta dimensione dei rossoneri: oltre un certo limite non vanno. Bene l’arrivo di Florenzi, pedina duttile e fresco vincitore di Euro 2020.

 

NAPOLI 4 - Non fa praticamente nulla: prende Anguissa e Juan Jesus, ma manca quel terzino sinistro forte a lungo invocato dalla piazza. Un colpo importante serviva, non è arrivato, Spalletti è un ottimo allenatore e la rosa era già di alto livello, diciamo che manca un vero rilancio. Soprattutto viste le cessioni Inter, un all-in sullo Scudetto non era impensabile. Su Insigne la situazione rimane esplosiva: farlo andare via a zero sarebbe un mezzo dramma. E di rinnovo, ad oggi, neanche l’ombra. 

 

ROMA 8 - Molto bene Tiago Pinto. Friedkin spende e spande, vuole dare una nuova dimensione - almeno Champions - al suo club. Ora bisognerà capire se ha speso bene: 13 milioni per Rui Patricio e 20 per Shomurodov sono valutazioni che potrebbero far discutere. Il primo è un portiere esperto, che viene da anni di Premier, ma è pur sempre una pedina di Mendes e non è sembrato sempre sicurissimo. Il secondo viene da una buona stagione, non è stato pagato poco. La cessione di Dzeko era nell’aria da troppi anni: verrebbe da dire, finalmente, sia per il bilancio che per il giocatore. Davanti Abraham è l’acquisto più oneroso del nostro mercato e della storia romanista, ne parlano tutti bene, si sta muovendo in maniera ottima, sembra un potenziale bomber. Piccola pecca: lasciarsi sfuggire Pedro - ok, fuori dai piani di Mou, ma giocatore di livello - a zero, e vederlo titolare nei rivali della Lazio non è stata proprio un’operazione-simpatia. In molti non lo vedevano di buon occhio alla Roma, ma forse alla Lazio è pure peggio.

 

SALERNITANA 6 - Una situazione paradossale: con la cessione di Lotito al trust, si è ritrovata a tornare in A senza praticamente una vera proprietà. L’arrivo di Simy garantisce esperienza e gol, qualche ritocco interessante c’è stato, il gruppo è solido e Castori è esperto. A queste condizioni era impossibile pretendere di meglio.

 

SAMPDORIA 6 - Ha tenuto tutti, ha messo dentro Caputo che i gol li garantisce e li fa. L’impianto della squadra - arrivata nona, forse con qualche overperformance - era buono, Damsgaard è rimasto, e non era scontato visto che aveva mercato.

 

SASSUOLO 6 - Anche qui abbastanza poco. Ha ceduto Locatelli, ma ha tenuto Boga e Berardi: volevano rimanere? Ai posteri l’ardua sentenza, non c’è stato un grande miglioramento e l’addio di De Zerbi potrebbe pesare. Attenzione però ad Italiano: è un tecnico con idee innovative, il vero acquisto potrebbe essere lui. In mezzo sono arrivati ragazzi interessanti, anche il ritorno di Frattesi dopo una bella cavalcata in B col Monza non è da sottovalutare.

 

SPEZIA 5,5 - Nzola andava ceduto - e niente - e Mraz e Manaj non sembrano in grado di sostituire i suoi gol. Senza Italiano, con le idee di Thiago Motta che per ora fanno un po’ fatica ad attecchire, la squadra sembra un po’ smontata. Il solo Maggiore è una garanzia in mediana, per il resto sembra mancare più di qualcosa. 

 

TORINO 6,5 - Farsi rampognare così, pubblicamente, dal proprio allenatore non è mai una bella cosa, specialmente se il mister in questione, Juric, è pure nuovo. L’accusa ha colpito nel segno: gli uomini di mercato di Cairo alla fine hanno portato Praet, Brekalo e Zima, acquisti che servivano come il pane. La conferma di Belotti e gli altri innesti - Pobega e Pjaca su tutti - contribuiscono ad un buon voto al rush finale.

 

UDINESE 5 - Un po’ come al bar, quando si ordina ‘il solito’. L’Udinese vende a tanto (De Paul a 35 milioni, Musso a 20) e prende a poco, e pochi giocatori. Non arriva granchè, ma la squadra con Gotti è solida, i giocatori ci sono, e magari tra qualche mese splenderà qualche giocatore insospettabile, che nemmeno sapevamo fosse in rosa. Anche questo piuttosto solito. Servivano i gol di un attaccante, non sono arrivati. 

 

VENEZIA 4,5 - Solo scommesse, tantissimi stranieri alla prima in A, una neopromossa ad altissimo rischio. Zanetti guida una squadra che ha iniziato malissimo, punta tutto sul rilancio di Caldara e spera che qualcuno dei nuovi faccia non bene, ma benissimo per provare a salvarsi (si parla un gran bene di Henry, ma basta?) Si poteva fare di meglio.

 

VERONA 5 - La cessione di Zaccagni all’ultimo minuto non è stata top, Silvestri e Lovato sono altri due addii tecnicamente molto pesanti. Il riscatto di Ilic in mediana è una bella notizia, l’arrivo di Hogla pure. Frabotta è un buon innesto, ma in avanti senza Zaccagni manca tanto: Caprari e Simeone non bastano, inutile girarci intorno. E non che il campionato sia iniziato benissimo...