Vent’anni dopo…

Senza scomodare  Alexandre Dumas e i suoi moschettieri, vale la pena di ricordare che sono passati esattamente vent’anni da quando il “CapitanoVarenne vinse il primo dei suoi due Elitlopp piegando la resistenza del beniamino di casa  Victory Tilly e facendo gridare al cronista dell’epoca, Salvatore Mattii, un colorito quanto mai efficace: “Butta la pasta, mamma, che siamo Campioni del Mondo.” Il “Capitano”, questo il soprannome più celebre del campionissimo italiano, che proprio la scorsa settimana ha compiuto la veneranda età di 26 anni con tanto di festeggiamenti e torta di mele e carote, avrebbe vinto anche l’edizione successiva, ma indubbiamente quella del 2001 rimase per parecchio tempo nell’immaginario collettivo di tanti appassionati di ippica anche perché giungeva a vendicare la sconfitta patita al primo tentativo dodici mesi prima.

L’Elitloppet (letteralmente corsa d’elite) si disputa tradizionalmente l’ultima domenica di maggio a Solvalla, sobborgo della capitale svedese Stoccolma e, assieme al parigino Prix d’Amerique e al “nostro” Lotteria, fa parte del trittico di corse al trotto più importanti d’Europa. Varenne non fu il primo cavallo italiano di proprietà a vincerla, ma fu il primo indigeno, ovvero il primo trottatore nato e allevato nel nostro paese. L’impresa sarebbe successivamente riuscita nel 2008 a Exploit Caf, colori della napoletana scuderia Cumana e nel 2018 a Ringostarr Treb di proprietà degli imprenditori lombardi Marco Scarton e Gianni Pino. A dire il vero il tricolore è ancora la bandiera campione in carica perché dopo una lunga “querelle” giudiziaria culminata nelle squalifica del vincitore Propulsion, l’edizione dello scorso anno è stata assegnata al cavallo Cokstile, norvegese di nascita, ma italiano di proprietà per i colori della scuderia Santese.

La formula della corsa ricalca da vicino quella del Lotteria con due batterie e una finale alla quale accedono i primi quattro classificati di ciascuna prova di qualificazione. Anche quest’anno il trotto italiano sarà ben rappresentato. Oltre al campione in carica Cokstile, sarà infatti al via Vivid Wise As, lui indigeno, di proprietà del broker campano Antonio Somma vincitore col suo Face Time Bourbon delle ultime due edizioni del Prix d’Amerique. Una volta tanto il sorteggio dei numeri, spesso poco benevolo nei nostri confronti, è risultato quanto mai interessante. Sia Cokstile che Vivid Wise As infatti hanno pescato un numero uno teoricamente favorevole e possono giocarsi appieno le loro chances.

Belle storie anche alla guida. Varenne esaltò la freddezza e la guasconeria di Giampaolo Minnucci, ma prima di lui c’erano stati altri due grandi italiani delle redini lunghe a tagliare per primi il traguardo: Sergio Brighenti e Giancarlo Baldi. Poi tutti guidatori stranieri. Quest’anno toccherà al giovane Vincenzo Gallo, che  un anno fa correva ancora con gli allievi, e ad Alessandro Gocciadoro il compito di difendere il nome della scuola italiana.

L’Elitlopp è una festa popolare. La domenica mattina i cancelli dell’ippodromo vengono aperti alle 9 con già qualche migliaio di spettatori assiepati in fila che scattano di corsa alla ricerca del posto migliore dal quale poter assistere allo spettacolo in pista. La giornata scorre poi tra fiumi di birra, wurstel, salsicce preparate al momento, ma anche cori, canti e bandiere nel segno della grande sportività che caratterizza il pubblico svedese pronto ad applaudire i vincitori anche se di nazionalità diversa. Quest’anno, così come dodici mesi fa. Le norme anti-covid limiteranno un po’ questo spettacolo nello spettacolo ed è un peccato perché senza limitazioni le tribune sarebbero state gremite di italiani. Dovremo accontentarci di tifare e (speriamo) gioire a distanza magari per un’accoppiata che sarebbe davvero storica. Che diamine, Mamma, siamo (sempre) i campioni del mondo!

Paolo Carta

Paolo collabora da anni con diversi magazine online e riviste cartacee del settore automotive. Appassionato di cinema, viaggi e di sport, non disdegna critiche e giudizi avversi alle serie tv. Nato nel 1978 nella provincia capitolina, è romano ma non romanista.

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